Lavori Senato
| Commissione Igiene e sanità - Resoconto del 3/03/2010
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05/03/2010
@ 19.14
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Legislatura 16º - 12ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 155 del 03/03/2010
Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Francesca Martini.
Disposizioni normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell'esercizio farmaceutico
Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta del 2 dicembre 2009.
Il Presidente TOMASSINI dichiara aperta la discussione generale.
Il senatore BOSONE (PD) chiede di poter rinviare l'inizio del dibattito al fine di consentire la congiunzione del disegno di legge presentato da esponenti del suo Gruppo parlamentare, attualmente in corso di assegnazione.
La senatrice BASSOLI (PD), nell'associarsi alle richieste del senatore Bosone, fa presente che il testo del disegno di legge n. 2030 è disponibile sulla pagina internet del Senato.
Il presidente TOMASSINI pur dichiarandosi in linea di principio disponibile a tale richiesta, fa presente al senatore Bosone che l'inizio della discussione generale non preclude l'eventuale congiunzione di ulteriori proposte sulla medesima materia che venissero nel frattempo assegnate alla competenza della Commissione. In tal senso ritiene opportuno che i lavori proseguano e cede senz'altro la parola ai senatori iscritti a parlare.
Il senatore SACCOMANNO (PdL) osserva preliminarmente che i disegni di legge in titolo rispondono all'attesa di varare una normativa volta ad offrire una regolamentazione di stampo universalistico dinanzi all'estrema frammentarietà delle legislazioni regionali che sono intervenute in materia, sanzionate peraltro da varie pronunce della Corte Costituzionale.
In particolare, tra le proposte all'esame congiunto della Commissione, il disegno di legge n. 863 affronta la questione relativa all'individuazione del ruolo della farmacia in un nuovo quadro sociale e sanitario, con estremo equilibrio e rigore affinché non si dia la percezione di una normativa dettata nell'esclusivo interesse dei soggetti titolari dell'esercizio del servizio farmaceutico, ma costituisca al contrario un segnale di efficace risposta alle esigenze sanitarie del territorio. In tal senso, tale disegno di legge pone i presupposti per una definizione nuova del ruolo della farmacia nell'ambito del sistema sanitario nazionale in termini di disponibilità ai bisogni del cittadino. Al riguardo, nel ricordare come per diversi provvedimenti assunti in materia sanitaria si sia generalmente accompagnata un'efficace azione sul fronte dei servizi farmaceutici, come avvenuto per il caso delle vaccinazioni e delle campagne antifumo, osserva come il disegno di legge citato miri a definire il ruolo istituzionale del farmacista in coerenza con la funzione sanitaria conferita, tenuto conto che il contatto farmacista-paziente talvolta si rivela maggiormente incisivo rispetto a quello medico-paziente. L'obiettivo è pertanto quello di migliorare l'approccio della conoscenza igienico-sanitaria da parte del cittadino, in cui il ruolo del farmacista è volto a recuperare parte del rapporto medico-paziente.
Occorre inoltre un'approfondita riflessione riguardo all'esigenza di definire le piante organiche e aggiornare i criteri per la diffusione territoriale dei servizi di distribuzione dei medicinali a seconda delle diverse condizioni orografiche e demografiche del territorio. Merita infine un approfondimento la tematica che riguarda le procedure concorsuali, i cui tempi lunghi di espletamento hanno dato luogo peraltro ad un notevole contenzioso giudiziario, inducendo le Regioni ad intervenire, senza tuttavia riuscire ad individuare gli strumenti normativi idonei. Occorre pertanto una riorganizzazione complessiva più adeguata in relazione al nuovo ruolo svolto dalle farmacie nell'ambito del Servizio sanitario nazionale.
Si augura pertanto che il dibattito, anche grazie al contributo del relatore, sia improntato ad uno spirito collaborativo nella prospettiva di individuare gli opportuni spunti di miglioramento della disciplina che si propone.
Il senatore BOSONE (PD), dopo aver dichiarato di riporre la massima fiducia nel relatore, rileva che il Gruppo del Partito democratico è senz'altro disponibile a svolgere un dibattito approfondito sulle complesse tematiche richiamate dai disegni di legge in titolo, nella consapevolezza che su taluni aspetti vi è un'ampia condivisione tra le varie forze politiche. Si riferisce, in primo luogo, alla necessità che la farmacia resti nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, non essendo assimilabile ad un esercizio commerciale dati i preminenti profili di sicurezza del paziente e l'esigenza di un controllo nella filiera del farmaco. Su questa linea, la farmacia dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per i pazienti, ad esempio, attraverso la prenotazione di esami e di analisi, mentre l'obiettivo di garantire un servizio anche in centri disagiati dovrebbe accompagnarsi ad un aumento del loro numero.
Su altri aspetti, invece, servirebbe una maggiore riflessione: ad esempio, l'introduzione delle parafarmacie e dei corner ha creato alcune situazioni di incertezza dal momento che non risulta pienamente definito il ruolo di tali strutture. Al fine di superare talune incongruenze legate anche alla tipologia merceologica che può essere messa in vendita, occorrerebbe decidere se le parafarmacie siano complementari alle farmacie o se è preferibile che esse vengano eliminate. A suo parere, il disegno di legge n. 863, in modo particolare, sembra prediligere questa opzione; al contrario, invece, ritiene che le parafarmacie non possono essere liquidate totalmente sia perché molti farmacisti, non trovando ulteriori sbocchi, hanno comunque investito nelle stesse e sia perché hanno contribuito a ridurre il prezzo dei farmaci.
Se questa visione è condivisibile, bisogna di conseguenza adoperarsi affinché le parafarmacie operino all'interno di una disciplina chiara per quanto concerne soprattutto i farmaci che possono essere trasferiti dalle farmacie alle parafarmacie, pur con la necessaria presenza del farmacista.
Inoltre, si ravvisa l'esigenza di una maggiore flessibilità oraria nell'apertura delle stesse farmacie, in modo che si possano equilibrare diritti e doveri da parte dei farmacisti, senza dare l'impressione di tutelare dei privilegi.
Il sottosegretario MARTINI, nel dichiarare che il Governo annette grande rilevanza ai disegni di legge in titolo, evidenzia che non si tratta di mettere in discussione il ruolo del farmacista, ma semmai di valorizzarlo, attraverso la responsabilizzazione di tale figura non solo per quanto riguarda la cessione dei farmaci, ma anche nell'assolvimento di un'opera di assistenza e consulenza verso i pazienti. La farmacia dunque deve rimanere un presidio all'interno del Servizio sanitario nazionale, nella salvaguardia del principio della equità di accesso per tutti i cittadini: in tale direzione, si possono certamente sperimentare forme di flessibilità oraria nella apertura delle farmacie.
Più in generale, l'intervento del legislatore nazionale dovrebbe definire gli elementi centrali ed i parametri generali, lasciando poi alle singole regioni la possibilità di intervenire, beneficiando di un quadro normativo finalmente chiaro.
Un'ulteriore linea di intervento è poi legata alla possibilità che la distribuzione dei farmaci sia integrata con altri servizi, come la prenotazione di esame diagnostici ed analisi, l'accesso telematico da parte dei cittadini più anziani, nell'auspicio che in tal modo la farmacia possa svolgere un ruolo di mediazione con le ASL e i distretti territoriali.
Nel richiamare anche la possibilità che le farmacie possano essere delegate ad attuare singoli programmi, come quelli di prevenzione, si augura che l'esame dei disegni di legge in titolo costituisca l'occasione per rispondere alle istanze di natura sociale richieste dai cittadini.
Il presidente TOMASSINI dopo aver sottolineato che gli interventi hanno messo a fuoco alcuni degli argomenti più rilevanti, sottesi dai disegni di legge in titolo, tiene a precisare che il relatore non ha ancora scelto se adottare un testo base tra quelli in esame - sebbene abbia in qualche modo scelto come punto di riferimento il disegno di legge n. 863 - o se invece presentare un testo unificato delle varie iniziative legislative. Nell'osservare che tale scelta sarà presumibilmente compiuta al termine della discussione generale congiunta, coglie l'occasione per ringraziare il senatore D'Ambrosio Lettieri per la sua disponibilità a svolgere l'incarico di relatore, mettendo a disposizione della Commissione le sue comprovate competenze professionali che già sono state particolarmente apprezzate durante l'esame dei disegni di legge sulle cure palliative e l'indagine conoscitiva sulla contraffazione farmaceutica da lui promossa. In tal senso, il relatore fornisce la massima garanzia affinché il dibattito sia aperto ad ogni contributo, anche perché lo stesso non è presentatore di alcun disegno di legge sull'argomento.
Per quanto attiene poi al merito, osserva che il disegno di legge n. 863, all'atto della sua presentazione, tendeva a muoversi lungo il percorso delineato dal cosiddetto decreto Bersani per quanto riguarda il ruolo delle parafarmacie, pur prevedendo alcune integrazioni. Tuttavia, dal momento della presentazione di quel disegno di legge sono intervenute alcune modifiche sulle attività delle farmacie - anche con l'attribuzione alle stesse di nuovi compiti - delle quali bisogna necessariamente tener conto.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.
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