Comunicati Stampa
| Parafarmacie – Paura blocco delle aperture. Dicembre + 49, totale 3.143
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28/01/2010
@ 19.57
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ANPI, 25 gennaio – Mentre ci giungono numerose telefonate di farmacisti e imprenditori allarmati per voci che circolano sul web circa la chiusura delle assegnazione del “Codice univoco di tracciabilità”, sono stati pubblicati dal Ministero della Salute i dati sulle parafarmacie attive nel mese di dicembre e prima parte di gennaio.
Prima di analizzare gli ultimi dati sulla rilevazione del Ministero della Salute, vogliamo spendere due parole sulla fandonia del blocco dell’assegnazione del codice univoco di tracciabilità. Come abbiamo detto a tutti coloro che quotidianamente ci chiamano allarmati per paura di non poter aprire l’esercizio, vogliamo ribadire, anche dopo aver consultato lo stesso Ministero della Salute, con assoluta chiarezza che non c’è nessuna disposizione amministrativa che neghi ovvero limiti l’assegnazione del codice univoco di tracciabilità. Riteniamo che queste voci intenzionalmente messe in circolazione per fermare le aperture di nuove farmacie, sono il frutto di un calcolo meschino di “qualcuno” che vede nell’allargamento del numero delle parafarmacie un ostacolo per rivendicazioni dal carattere oligarchico/professionale.
Dalla rilevazione del Ministero emerge che le parafarmacie attive sono 3.143, ulteriormente si conferma il trend di crescita delle aperture ( + 49 parafarmacie) mentre nello stesso periodo sono state chiuse 23 parafarmacie. Un segnale che conferma quanto già evidenziato nei mesi passati: grande interesse da parte dei farmacisti, per lo più giovani, su questa tipologia di attività, cosi come si evidenziano le gravi difficoltà in cui versano quelle parafarmacie, generalmente aperte tra nel 2007 e parte del 2008 sull’onda dell’entusiasmo del decreto Bersani, che per ragioni ubicative, professionali e commerciali, hanno da sempre faticato a far quadrare i conti a fine mese. Problemi economici che si sono ulteriormente aggravati in questo periodo di congiuntura economica particolarmente sfavorevole.
Come ANPI ribadiamo che fin quando le regole saranno dettate da questa classe politica, prezzolata e raffazzonata, non abbiamo altra speranza che puntare sulla nostra capacità professionale e imprenditoriale: vietato sbagliare pena il fallimento di una impresa sulla quale molti di noi hanno investito tutto ciò che hanno. Non ci stancheremo mai di raccomandare a coloro che vogliono aprire una parafarmacia di consultarci prima per evitare dispiaceri. Come è noto ANPI ha istituito un servizio di assistenza che sulla base della esperienza dei propri associati e della conoscenza analitica del territorio, è in grado di dare un consiglio sulla sostenibilità del progetto. Ancora in quest’ultimo mese abbiamo dato assistenza a decine di farmacisti e piccoli imprenditori, per la modulistica e le procedure amministrative da seguire. Una cosa è certa, dobbiamo lavorare tutti per riunire in un solo sindacato, che sostenga una proposta condivisa e possibile, tutti i titolari di parafarmacia. Un sindacato che sappia portare nella politica e nel palazzo le giuste rivendicazioni, necessarie per dare a tutti noi la possibilità di guardare al futuro con fiducia.
Per tutte queste ragioni, consapevoli che nessuno vuole regalarci nulla, dobbiamo con responsabilità mettere sull’avviso che iniziative che perseguono l’illusione della trasformazione delle parafarmacie in farmacie, sono deleterie per la stessa sopravvivenza dei nostri esercizi.
Ritornando alle nuove aperture di dicembre, esaminandole dal punto di vista territoriale, emerge come siano distribuite su tutto il territorio nazionale, con la Lombardia e Lazio che presentano il maggior numero di aperture 9. Infine è da rilevare che per la prima volta non vi sono aperture di corner nella GDO, ma esclusivamente aperture di esercizi di vicinato. Con questa rilevazione il numero complessivo di esercizi di vicinato giunge a 2.852, mentre il numero di corner nella GDO restano 315.
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