Anpi News
| Farmaci di automedicazione: Operazione “Prezzi trasparenti”
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22/10/2009
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Nei giorni scorsi il Ministero dello Sviluppo Economico ci fatto pervenire una lettera (in allegato) con la quale ci comunica l’aggiornamento operato dal Ministero della Salute sulla lista dei 50 farmaci per automedicazione più venduti ed invita la nostra categoria a dare il massimo risalto alla iniziativa “Prezzi trasparenti”.
Come ANPI abbiamo assicurato il Ministero che manteniamo l’impegno già assunto lo scorso anno e che solleciteremo le parafarmacie a dare il dovuto risalto alla iniziativa, nell’interesse della popolazione e della nostra categoria.
Per queste ragioni provvederemo ad inviare a tutte le parafarmacie che conosciamo, avendone l’indirizzo e-mail, la documentazione completa, compreso l’aggiornamento della scheda da esporre al pubblico.
Alle parafarmacie che non saranno raggiunte dalla nostra comunicazione, consigliamo di inoltrare la richiesta, all’indirizzo di e-mail dell’associazione info@anpinet.com.
Una decisione, quella di rilanciare l’adesione alla iniziativa “Prezzi trasparenti”, che segue il clamore suscitato dalla indagine dello scorso settembre ad opera dell’associazione Altroconsumo. Una indagine, riproposta nei giorni scorsi sulla rivista “Testsalute 82 - ottobre 2009”, dalla quale emerge che i prezzi dei farmaci di automedicazione avrebbero subito “forti rincari”. Stranamente i risultati di questa indagine risultano essere opposti a quanto pubblicato ancora recentemente da Federconsumatori, che sugli stessi farmaci, rileva una diminuzione dei prezzi intorno al 20%. Su una cosa entrambe le inchieste concordano, i prezzi dei farmaci da banco praticati dai tre canali distributivi, farmacie, parafarmacie e grande distribuzione, risultano essere inferiori a quelli praticati dalle farmacie prima della riforma Bersani del 2006. La stessa ANIFA (Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’Automedicazione) nella presentazione dell’ “Osservatorio sull’automedicazione - Rapporto 2008”, riferito ai consumi dell’anno 2007, metteva in evidenza come “I prezzi dei farmaci di automedicazione nel 2007 sono significativamente calati: tra -15% e -20%” e ancora “Lo sconto medio praticato dalle farmacie sui farmaci di automedicazione, rispetto al prezzo di listino, è tra il 10,4% e l’11,5%, mentre la grande distribuzione pratica uno sconto tra il 22,3% e il 24,0%”. Un segno inequivocabile che la sola presenza di un canale alternativo e concorrente con la farmacia, ha determinato un abbassamento dei prezzi da parte di tutti i canali distributivi, comprese le farmacie. Certamente il peso, in valore assoluto, determinato dallo sconto praticato dalle farmacie è di gran lunga superiore a quello determinato da parafarmacie e grande distribuzione messi insieme. Per valutare quale sia stato nel 2008 il vantaggio che la popolazione italiana, complessivamente, ha ricevuto dalla riforma Bersani è necessario fare riferimento ad alcuni dati, per altro facilmente riscontrabili da fonti autorevoli e qualificate (es. ANIFA).
In particolare la rappresentazione del mercato e dei relativi attori, è la seguente:
- Il mercato della salute che tradizionalmente passa attraverso il canale (in regime di monopolio) delle farmacie è pari a 25,5 miliardi di euro, di cui:
• 13,5 miliardi di € vendita dei farmaci di fascia A;
• 3,1 miliardi di € vendita dei farmaci di classe C (obbligo ricetta medica);
• 2,1 miliardi di € vendita dei farmaci di automedicazione;
• 6,6 miliardi di € vendita di cosmesi, parafarmaco, omeopatia, fitoterapia.
Pertanto è condiviso tra farmacie e parafarmacie/GDO un mercato pari a 8,7 miliardi di € (34%).
- Il numero di parafarmacie/GDO è all’incirca pari a 3.000 esercizi. Di questi meno di 30, pari all’1%, sono ubicati in comuni con popolazione fino a 2.500 abitanti. La quasi totalità delle parafarmacie e dei corner della GDO, sono ubicate in comuni sopra i 10.000 abitanti. Pertanto la concorrenza, indotta dalla presenza dei nuovi esercizi, ha influito quasi esclusivamente sulle farmacie “urbane”. Per intenderci sono immuni da concorrenza, le circa 3.000 farmacie rurali (18%), su un totale di 17.000, attualmente attive.
- il peso di parafarmacie/GDO sul mercato dei farmaci da banco, è circa il 7,5%. Mentre di converso quello delle farmacie è pari al 92,5%.
- Gli sconti praticati dalla parafarmacia sono mediamente nell’ordine dell’11,7%, mentre per la GDO lo sconto si attesta mediamente intorno al 22%. L’effetto della concorrenza ha determinato nelle farmacie la pratica dello sconto, sia sui farmaci da banco che sui prodotti diversi dal farmaco, con percentuali che mediamente si attestano sul 10%.
Sulla base dei dati sopra esposti è facilmente quantificabile il risparmio ottenuto dalla popolazione italiana in un anno: circa 700 milioni di € dal canale farmacie e circa 150 milioni di € dal nuovo canale parafarmacia/GDO. Tutto questo per ribadire quanto positiva sia la presenza sul mercato dei nostri esercizi. A riguardo basta ricordare gli effetti (meglio sarebbe dire, i non effetti) prodotti dal decreto Storace del maggio 2005, che prevedeva l’applicazione “bonaria” da parte delle farmacie, dello sconto del 20% sui farmaci di automedicazione.
Inoltre ricordiamo il grado di apprezzamento che la popolazione esprime nei confronti del farmacista che opera nei nostri esercizi. Oramai è consuetudine che il paziente “urbano”, per un consiglio qualificato sui farmaci, spazientito dalle file (con tanto di numeretto) che trova nella farmacia, si rivolga al farmacista della parafarmacia. Nei nostri esercizi il paziente ritrova quella disponibilità e professionalità, che solo la farmacia rurale riesce ancora a garantire. Per tutte queste ragioni riteniamo che la popolazione italiana apprezzerebbe, sia in termini professionali che economici, un allargamento dei farmaci disponibili nei nostri esercizi. Noi pensiamo che anche nelle parafarmacie sarebbe opportuno estendere la vendita dei farmaci di fascia C, seppure limitatamente a quelli per i quali è prescritta la ricetta “ripetibile”.
MSEProtocollointesafarmaci.pdf
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