Anpi News
| Corriere della sera : Non voglio chiudere la mia parafarmacia
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01/09/2009
@ 18.57
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Cari Italians,
che da questo Governo ci si potesse aspettare di tutto, è noto. Se vogliono fanno le leggi in due mesi, se vogliono annientano le parafarmacie e le 6.000 persone che vi lavorano, come se niente fosse. Quello che dispiace, anche da parte dei media, è il totale disinteresse per questo argomento, cosa che invece a livello parlamentare, ha attori di tutto rilievo e voltagabbana. E' da un anno che il Governo (su suggerimento di Federfarma) tenta di eliminare fisicamente 3000 attività e quasi 6000 tra farmacisti e loro collaboratori.
Nel 2006 grazie al decreto Bersani, nascono la parafarmacie, ovvero esercizi farmaceutici dove, in presenza di un farmacista, vengono venduti i farmaci da banco ovvero tutte quelle medicine che non hanno l'obbligo di ricetta. Dopo due anni, la coppia di senatori Gasparri e Tomassini ideano il disegno di legge 863, dove di punto in bianco, le parafarmacie scompaiono, per far tornare il monopolio in farmacia. E' noto che nelle parafarmacie i farmaci costano meno, oltre che dare altri servizi come l'omeopatia, la fitoterapia e altro. Ma questo ha dato fastidio ai multimilionari titolari di farmacia, i quali all'inizio dissero che con l'avvento delle parafarmacie ci sarebbe stato un aumento delle vendite di farmaco, con conseguenze sulla salute dei pazienti. Cosa smentita dai dati di un organo, l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) che rivela che i farmaci da banco sono gli unici che sono calati di prezzo e anche come quantità di confezioni vendute. E pensate che le parafarmacie hanno solo il 7% del mercato. Una sola forza politica aveva avuto la forza e la volontà di contrastare tale armata, ed era l'Italia dei Valori, con il senatore Lannutti che con un ddl prevedeva la Farmacia Non Convenzionata, ovvero una farmacia dove si potevano acquistare i farmaci, ma senza la quota di rimborso da parte del Sistema Sanitario Nazionale; stava al cittadino la facoltà se andare in una farmacia Ssn o non Ssn.
Quello che è più raccapricciante è la professione negata del farmacista: oggi un laureato in farmacia, non può esercitare la sua professione se non in farmacia. E' come se un medico potesse svolgere il suo lavoro, solo lavorando in ospedale. Sì, avete inteso bene; oggi l'unico modo per esercitare l'1% della sua professione, un farmacista, se lo può permettere solo sei apre un parafarmacia, perché la farmacia o la si eredita, oppure la si compra solo con svariati milioni di euro. Ecco questa è la vita che un titolare di parafarmacia deve affrontare ogni giorno. Ogni giorno entrano clienti che ci chiedono farmaci che pensano di trovare (perché in farmacia glieli danno senza problema). Ogni giorno i titolari di parafarmacia sanno che potrebbe essere l'ultimo, perché quelli della farmacia vicina vogliono farli chiudere. Io non voglio chiudere.
Dr. Paolo Vezzaro - Gruppo Farmacisti Titolari Parafarmacia
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