Comunicati Stampa
| Parafarmacia - Quesito: Aprire? Se si, dove? E poi, come fare?
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16/04/2009
@ 16.24
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L’ANPI come forse non tutti sanno, svolge quotidianamente un servizio di assistenza rivolto agli associati e, soprattutto, a farmacisti e piccoli imprenditori che, desiderosi di aprire una loro parafarmacia, non sanno cosa fare dal punto di vista amministrativo e giuridico, ma quello che preoccupa di più, è che non hanno nessuna idea delle implicazioni di carattere economico e finanziario. Tutto questo accade, purtroppo, molto più spesso di quanto si possa immaginare, specie quando a voler intraprendere questa attività sono giovani farmacisti o peggio ancora genitori, che pensano in questo modo di assicurare un futuro ai figli. Molto spesso la segreteria ANPI, coadiuvata su argomenti specifici da consulenti qualificati, è costretta ad affrontare i problemi più disparati, non ultimo quelli fantasiosi di alcune amministrazioni comunali che pur di contrastare l’apertura di una parafarmacia inventano procedure e leggi inesistenti. Un servizio, questo dell’assistenza, che svolgiamo con attenzione e sollecitudine, in forza di una prescrizione statutaria che abbiamo voluto e che, con l’impegno quotidiano degli associati, onoriamo: “l’ANPI si propone di svolgere opera di assistenza e tutela, anche di natura sindacale, sia collettiva che riferita ai singoli soci.”
Tuttavia in queste ultime settimane, alla nostra segreteria stanno arrivando insistentemente richieste di assistenza per l’apertura di nuove parafarmacie, con un trend diverso dal solito.
Quotidianamente riceviamo dalle due alle sei richieste di assistenza da parte di farmacisti e/o semplici imprenditori, che riguardano prevalentemente tre argomenti:
• Informazioni e modulistica per avviare la procedura amministrativa di apertura di una parafarmacia
• Informazioni di carattere gestionale (fornitori, costo assunzione farmacista, volume affari, arredi, ecc)
• Consigli utili sulla scelta della ubicazione e dimensioni del locale da scegliere
In molti casi, sulla base dei dati che costantemente aggiorniamo (monitoriamo mensilmente la distribuzione sul territorio delle parafarmacie), i nostri collaboratori sono costretti a sconsigliare le scelte di localizzazione che il giovane farmacista, in molti casi il genitore, ha prefigurato. Scelte che spesso non tengono conto della presenza dei concorrenti presenti nel territorio, specie in quei comuni dove tra farmacie e parafarmacie sono già in numero eccessivo rispetto alla capacità di assorbimento della popolazione residente. Cerchiamo in questi casi, di consigliare località che presentano un rapporto tra popolazione ed esercizi, comprese le farmacie, accettabile ovvero che nel comune il reddito pro-capite della popolazione sia almeno di 18.000 €/anno. Tuttavia ci rendiamo conto che il desiderio di aprire una propria attività, in particolare da parte dei giovani colleghi farmacisti, è inarrestabile, basta dire che le aperture che si sono avute nei primi 3 mesi del 2009, sono 477, vale a dire 159 al mese ovvero tra le 5 e le 6 al giorno.
La preoccupazione che abbiamo, oggi più che mai, anche perché il numero di esercizi aperti ha assunto proporzioni ragguardevoli, è quella di non fare abbastanza per consigliare adeguatamente questi nuovi piccoli imprenditori, specie per quanto concerne la scelta ubicativa degli esercizi. Proprio per evitare aperture di parafarmacie improvvisate, destinate ad arrancare, per non perdere a volte i risparmi di una vita di lavoro, per non frustrare la voglia di mettersi in gioco e di fare impresa, che ANPI ha selezionato tra gli 8.100 comuni d’Italia, una lista di circa 1.500 comuni, che rispondono positivamente ai parametri di carattere reddituale e demografico. Comuni nei quali sarebbe possibile aprire 2.000 - 2.400 parafarmacie.
Da quest’analisi emerge in maniera inequivocabile come in molti comuni di alcune regioni, generalmente del sud, vi sono condizioni di sopranumerario che allarmano mentre in altri comuni, anche delle stesse regioni, sarebbe possibile aprire una parafarmacia con buone probabilità di ottenere quei margini economici che consentono di vivere dignitosamente. Qualche esempio. Nel comune di Cosenza (69.657 abitanti) ci sono, tra farmacie (24) e parafarmacie (17), un numero di esercizi che, in rapporto alla popolazione residente e rispetto alla media nazionale, sono esageratamente in soprannumero, mentre, per rimanere nella stessa regione Calabria, nel comune di Gioia Tauro (18.258 abitanti), con solo 3 farmacie (ad oggi non risultano esserci parafarmacie), ci sarebbe l’opportunità di aprire una o più parafarmacie.
Pertanto invitiamo tutti i farmacisti e piccoli imprenditori, che hanno intenzione di aprire una parafarmacia, di consultare la nostra segreteria, verificare se la scelta ubicativa sia davvero la migliore possibile. Possiamo fornire, se ci viene richiesto, un consiglio, nell’ambito della regione o della provincia prescelta, su quale comune far ricadere la scelta per ottenere i migliori risultati imprenditoriali.
Infine, pur con tutte le cautele che si debbono prendere su questo settore, vogliamo esprimere qualche valutazione sul piano strettamente occupazionale, è certo che in queste piccole imprese, tenendo conto che attualmente sono circa 2.800 gli esercizi attivi, tra farmacisti, collaboratori e indotto, sono attualmente occupate circa 6.300 persone.
Riteniamo che se dovessero aprirsi ulteriori 2.000 - 2.500 nuovi esercizi (ai tassi di crescita di questi ultimi mesi potrebbero essere aperti entro la primavera 2010) potrebbero trovare occupazione ulteriori 5.000 - 5.800 addetti.
Una iniziativa imprenditoriale, questa delle parafarmacie, che non fa ricorso ad aiuti di stato e non chiede agevolazioni di alcun genere, che andrebbe valorizzata proprio perché, al contrario, mette in circolo danaro privato e quel che più conta non incide sulla spesa sanitaria. Crediamo che iniziative di questo genere dovrebbero essere facilitate, trovare il consenso e l’aiuto di tutti coloro che hanno delle responsabilità, mentre al contrario sembra si faccia a gara per ostacolarle. In un momento congiunturale/economico grave, come è quello che stiamo attraversando, crediamo che iniziative come le nostre, debbano trovare il plauso del governo e del parlamento, essere non solo favorite ma prese ad esempio per il rilancio economico ed imprenditoriale del nostro Paese.
In allegato la procedura da seguire, prevista dal SSN-tracciabilità del farmaco.
ProceduraSSN-Traccia.pdf
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