Comunicati Stampa
| Parafarmacie – Il flop del sole 24 ore
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12/03/2009
@ 16.00
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Roma,12 marzo - Ieri abbiamo appreso dal giornalista Roberto Turno, del Sole 24 ore, che ha firmato l’articolo sul presunto flop delle parafarmacie, che i nostri esercizi, per volumi di vendite e di fatturato nel comparto dei farmaci da banco, sono sostanzialmente inesistenti, facendo passare la notizia che il processo di liberalizzazione è sostanzialmente fallito. Ci sembra che le valutazioni espresse sono nate da una lettura statica dei dati 2008, senza relazionarli con quanto già consuntivato nel 2007, vale a dire senza analizzarli nella loro dinamicità temporale. Per queste ragioni ci corre l’obbligo di fare chiarezza sul fenomeno delle parafarmacie e dunque analizzare i dati ANIFA di consuntivo 2007 e 2008, per consentire a ciascuno di fare le proprie riflessioni su quello che è stato, ed è, il settore della distribuzione dei farmaci da banco.
Consuntivo ANIFA - Anno 2007
- numero parafarmacie: gennaio 828; dicembre 1.736
- numero corner GDO: gennaio 114; dicembre 162
- mercato farmaci senza ricetta: 2.141 milioni di €; 332,7 milioni di confezioni vendute, di cui:
- farmacia: 2.081 milioni di € (97%); 321 milioni di confezioni (96,5%)
- parafarmacia 30 milioni di € (1,4%); 4,7 milioni di confezioni (1,4%)
- GDO 34 milioni di € (1,6%); 7 milioni di confezioni (2,1%)
Rapporto ANIFA – periodo gennaio-maggio 2008
- numero parafarmacie: gennaio 1.736; maggio 2.000
- numero corner GDO: gennaio 162; maggio 201
- mercato farmaci senza ricetta: 931,4 milioni di €; 144,1 milioni di confezioni vendute, di cui:
- farmacia: 885,7 milioni di € (95,1%); 136,2 milioni di confezioni (94,5%)
- parafarmacia 28,9 milioni di € (3,1%); 4,6 milioni di confezioni (3,2%)
- GDO 16,8 milioni di € (1,8%); 3,3 milioni di confezioni (2,3%)
Consuntivo ANIFA - Anno 2008
- numero parafarmacie: gennaio 1.736; dicembre 2.350
- numero corner GDO: gennaio 162; dicembre 243
- mercato farmaci senza ricetta: 2.160 milioni di €; 332,3 milioni di confezioni vendute, di cui:
- farmacia: 2.029 milioni di € (94%); 309,8 milioni di confezioni (93,2%)
- parafarmacia 77 milioni di € (3,5%); 12,2 milioni di confezioni (3,7%)
- GDO 54 milioni di € (2,5%); 10,3 milioni di confezioni (3,1%)
Come è facile rilevare, confrontando i consuntivi 2007 e 2008, abbiamo avuto per le parafarmacie un aumento di mercato del 260%, per la GDO del 150%, mentre le farmacie hanno perso il 4,5%.
Tutto questo assume un rilievo ancora più interessante se si confrontano le tipologie di esercizio messe a confronto, infatti mentre le parafarmacie sono per l’85% nuovi esercizi, che per tipologia di prodotti offerti e presenza sul territorio sono delle assolute novità per la popolazione, le altre due, farmacie e GDO, sono presenze, specie la farmacia che ha operato fino a ieri in regime di monopolio, conosciute e consolidate sul territorio. Per questo il confronto tra questi esercizi va fatto nel tempo, quando la presenza, la professionalità e l’offerta delle parafarmacie si sarà consolidata. Tuttavia non tutto quello che leggiamo dai dati ANIFA è positivo. Se mettiamo a confronto i dati del parziale 2008 (gennaio-maggio) con il consuntivo dello stesso anno, ci accorgiamo che il trend di crescita rispetto al 2007 si è arrestato bruscamente nella seconda metà del 2008. In questo caso i motivi vanno ricercati nelle difficoltà economiche e finanziarie che nelle parafarmacie si sono avute a partire dal mese di settembre/ottobre. In questo caso un fattore determinante è stato certamente la riduzione dei consumi da parte della popolazione, che nel caso delle parafarmacie, che non può contare come le farmacie sullo zoccolo sicuro del SSN, assume un rilievo determinante per il fatturato dell’esercizio. A questo si è sommato, cosa ancora più grave, la stretta creditizia che i distributori hanno messo in atto verso le parafarmacie. In altre parole le difficoltà di liquidità che i distributori hanno cominciato ad avvertire nello scorso autunno, le hanno scaricate sulle parafarmacie ed anche sulle farmacie, chiedendo ai propri clienti il rientro dei debiti cumulati. In questo caso mentre le farmacie sono riuscite a far fronte ai maggiori oneri contingenti, per le parafarmacie al contrario, questo ha significato non poter avere la fornitura regolare dei farmaci e di conseguenza c’è stata una caduta verticale delle vendite.
Su queste ultime considerazioni è necessario che i parlamentari e il governo, facciano le opportune riflessioni di carattere politico, per assumere con responsabilità, l’iniziativa di riformare il settore distributivo del farmaco con equità, nell’interesse della società e di tutti i farmacisti.
Si allega l'articolo del Sole24ore
sole24ore.pdf
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