Anpi News
| Parafarmaci no grazie - Gasparri all’attacco per difendere il ddl S863
|
07/03/2009
@ 10.21
|
Il Senatore Gasparri, primo firmatario del ddl S.863, ha rilasciato una lunga intervista sul tema della riforma del sistema distributivo del farmaco ed in particolare sulle parafarmacie e sui parafarmacisti. Il Senatore difende con coerenza, come è naturale che sia, la sua proposta di legge, tuttavia ci permettiamo di evidenziare che in alcuni passaggi dell’intervista, si sostengono tesi non suffragate dai fatti o per meglio dire dai numeri. In particolare quando il Senatore sostiene che per effetto della sua proposta di legge si “renderà possibile l’apertura di molte nuove farmacie: almeno il 10% in più nelle città con popolazione superiore a 100 mila abitanti” forse non sa che per effetto di questo aumento del 10%, cosi come congegnato nel suo ddl, in questi comuni si apriranno non più di 400 farmacie. Inoltre rammentiamo che nel ddl S863 il quorum abitanti/farmacie è stato abbassato al valore unico di 4.000, quando la media nazionale del quorum, contando tutte le farmacie ordinarie, è di 3.464, se poi si aggiungono anche i dispensari si arriva addirittura su valori intorno a 3.300. Come vede signor Senatore l’apertura di nuove sedi è piuttosto limitata, guardi che non sono 2.000 ma molte meno, certamente non sufficienti per soddisfare le richieste dei titolari di farmacia rurale (4.000), da Lei attentamente e giustamente tutelati, dei collaboratori (50.000 mila) e dei farmacisti titolari di una parafarmacia (1.100). Ci scusi ma sospettiamo che la coperta sia troppo stretta per poter accontentare equamente tutti, in ogni caso riteniamo che le attuali modalità concorsuali di assegnazione delle farmacie debbano essere riformate profondamente, proprio per distribuire equamente le farmacie nel rispetto delle aspettative di tutti i farmacisti.
Ricordiamo che quella del farmacista è e rimane la sola categoria professionale, che non può esercitare liberamente la professione, a differenza di tutte le altre, pur non nascondendoci il fatto che la vendita dei farmaci è un’attività delicata, sia sul piano della salute che della spesa pubblica, nel quale sono necessarie delle regole per l’esercizio dell’attività. Tuttavia crediamo vi siano spazi per allargare il comparto ad una più larga e diversa espressione della professionalità del farmacista.
Infine due parole sul termine parafarmacista, con il quale nel linguaggio, proprio dei soli parlamentari, si qualifica il farmacista che dispensa farmaci da banco in parafarmacia. Le ricordo che il farmacista che Le dispensa l’aspirina in parafarmacia il mattino, molto spesso è lo stesso che il pomeriggio Le dà l’antibiotico in farmacia. Per questo chiediamo a Lei come a tutti gli altri parlamentari che banalizzano il lavoro e i sacrifici di questi colleghi di avere maggiore rispetto e considerazione per il lavoro che svolgono, anche perché a nessuno di noi verrebbe in mente di chiamarla “paraparlamentare”. Siamo sempre convinti che la semplificazione del linguaggio non sempre aiuta a far comprendere compiutamente il pensiero che si vuole trasmettere, questo molto spesso è il limite di una intervista, magari incalzante, per questo riteniamo utile confrontare le nostre posizioni con tutte le componenti della professione, con i parlamentari e con i rappresentanti del governo, per giungere ad un testo di legge condiviso, nel rispetto delle esigenze della società e della professione in generale.
Nel seguito è allegata l'intervista del Senatore Gasparri.
intervista.pdf
|
|
|