Comunicati Stampa
| Comunicato ANPI sull'incontro con il Sottosegretario Fazio
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22/02/2009
@ 0.38
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Buongiorno,
A fronte dell'incontro svoltosi mercoledì con l'on. Fazio, e soprattutto a
fronte delle considerazioni fatte dallo stesso, mi sembra doveroso che
l'ANPI comunichi quanto prima se persistere con la proposta presentata nel
corso della stessa riunione o ritenga di cambiare rotta e chiedere al
governo qualcosa di differente.
Ritengo che serva ora una presa di posizione netta da pubblicare sul sito
ufficiale da comunicare a tutti gli associati ed a tutti gli "incerti".
Fiduciosa di una vostra risposta
Dott.ssa Natasha
Questa è la e-mail che Natasha ci ha inviato nei giorni scorsi. A lei e a tutti coloro che ci hanno chiesto chiarimenti sulla posizione di ANPI, in merito all’incontro con il Sottosegretario Prof. Fazio, rispondiamo con responsabilità e trasparenza, senza finzioni ed ipocrisie.
L’incontro di mercoledì con il sottosegretario Fazio ha chiarito a tutti i presenti, i contorni e i punti fermi intorno ai quali definire una proposta di riforma del settore. Al contempo nello spazio, delimitato dalla sua proposta, ci sono punti che vanno opportunamente definiti per poter riempire di contenuti quelle zone nelle quali potranno operare i soggetti abilitati ad esercitare un’attività di carattere commerciale ovvero sanitaria.
Dall’incontro sono emersi due punti certi ed incontrovertibili:
- La parafarmacia da utilizzare come trampolino di lancio, per raggiungere l’obiettivo di accedere alla professionalità e alla imprenditorialità della farmacia, è morta. Con essa è morta la proposta di farmacia non convenzionata, ovvero il progetto politico di dare un percorso professionale ed imprenditoriale ai farmacisti esclusi dalla titolarità, alternativo alla farmacia tradizionale. Come ANPI, da mesi, dopo ripetuti incontri e dissensi avuti con forze politiche, parlamentari di maggioranza e di opposizione, rappresentanti della professione, abbiamo compreso che quella proposta non aveva le gambe per fare molta strada, per questo abbiamo corretto la strategia ed abbracciato la via formalizzata nell’assemblea di Piacenza dello scorso 15 febbraio.
- Mercoledì 18 febbraio, unitamente alla farmacia non convenzionata, è morta e sepolta ogni residua speranza di sanatoria o meglio trasformazione della parafarmacia in farmacia, come viene definita puntualmente dai suoi sostenitori.
Oggi alla luce di quanto è emerso dal tavolo, in particolare dalla presa di posizione di Fazio, sia nel corso della riunione che del comunicato stampa che ha rilasciato, emerge la volontà di dare alle 2750 parafarmacie attivate entro il 1 gennaio 2009, la opportunità di essere riassorbite nei drugstore ovvero nella farmacia, utilizzando la procedura dei concorsi, in un tempo di almeno 10 anni. A proposito del riassorbimento delle parafarmacie nella farmacia è bene precisare, per non ingenerare false illusioni e per non giocare con la disperazione di colleghi, che il sottosegretario Fazio non ha mai precisato quali potranno essere i criteri selettivi per il riassorbimento nella farmacia, men che mai ha fatto riferimento ad un fantomatico registro di farmacisti titolari, del quale nessuno ha parlato nel corso dell’incontro, neanche i rappresentanti di OMNISALUS, a cui sembra essere molto a cuore.
Per quanto emerso dal tavolo, come ANPI, riteniamo che, fatto salvo qualche aggiustamento, la proposta espressa da noi nell’assemblea di Piacenza mantiene la sua completa validità.
Riprendendo dal testo del comunicato ANPI (Piacenza 15 febbraio - Incontro pubblico sul tema "Riordino del sistema distributivo del farmaco") dello scorso 4 febbraio, molte parti sono perfettamente in linea con quanto espresso dallo stesso Sottosegretario:
- Sulla necessità di distinguere in due tipologie, le parafarmacie per il successivo riassorbimento ricordiamo che a Piacenza abbiamo approvato quanto segue “1. distinguere nell’ambito degli esercizi nati dal decreto 223/2006, quelli la cui titolarità è riconducibile ad un farmacista o società di farmacisti, secondo le regole già vigenti per la farmacia, da quelli che hanno una ispirazione e gestione di carattere commerciale; 2. applicare alla seconda tipologia di esercizi di cui al punto precedente, vale a dire quelli di carattere commerciale, una limitazione dei prodotti per automedicazione vendibili”. Su questi punti riteniamo ci sia poco da precisare.
- Sulla esigenza di dare una regola per l’apertura delle parafarmacie, ANPI ha approvato questa soluzione “3. introdurre regole, per l'apertura di esercizi la cui titolarità è riconducibile al farmacista, legate a parametri di carattere demografico ed ubicativo, definito dalla Regione, secondo esigenze tipicamente territoriali. Inserire questi esercizi nel sistema sanitario, assoggettandoli alle stesse prescrizioni di farmaco-vigilanza e di carattere sanitario, già vigenti per le farmacie. Limitarne la titolarità a farmacisti che abbiano maturato una esperienza di almeno due anni in farmacia. Considerare di fatto questi esercizi il punto di partenza per l'accesso alla titolarità della farmacia“. In questo caso la proposta di ANPI parte dall’assunto che queste nostre realtà imprenditoriali, dovessero costituire una prospettiva, un progetto, certamente politico, per dare delle opportunità alla professione del farmacista. Per questo abbiamo proposto una pianta organica specifica per le parafarmacie, mentre il Governo, con radicalità ha assunto la data del 1° gennaio 2009, per chiudere il recinto, e assegnando al tempo (dieci anni) il compito di cancellarle.
- Sulla necessità di dare un percorso professionale ed imprenditoriale, ai farmacisti titolari di parafarmacia, nell’ambito del sistema farmacia, abbiamo approvato quanto segue “ 4. distinguere nel sistema della distribuzione del farmaco una scala gerarchica nella quale gli esercizi di cui al punto precedente, rappresentano per il farmacista il punto di partenza, per acquisire la maturità professionale, oltre che nel campo farmaceutico, soprattutto nella gestione dell'azienda. Acquisita detta maturità (per un numero di anni da definire) il farmacista titolare potrà partecipare ai concorsi per l'assegnazione di sedi afferenti le farmacie rurali. Di fatto questa nuova architettura del sistema distributivo del farmaco, che distingue le sedi farmaceutiche secondo una gerarchia legata alla professionalità, prevede che l'acceso alla titolarità sia definito sulla base di parametri tesi a valorizzare la professionalità acquisita dal farmacista in anni di esperienza sul campo. Una riforma che, in un momento congiunturale economico così difficile, potrà dare dinamicità e credibilità ad un settore, vissuto dall'opinione pubblica e da gran parte dei farmacisti troppo chiuso ed esclusivo ”. Anche su questo punto riteniamo che questa nostra proposta di assorbimento dei farmacisti titolari di parafarmacia, nel mondo della farmacia tradizionale, possa essere presa come riferimento, per lo sforzo di mediazione, in essa riassunte, tra le posizioni espresse da alcuni settori dei titolari di parafarmacia e quelle dei farmacisti titolari di farmacia rurale. Senza parlare delle posizioni espresse da Assofarm, che vede come fumo negli occhi, le rivendicazioni di trasformazione/sanatoria, delle parafarmacie in farmacia. La posizione di ANPI, nasce proprio dalla consapevolezza, dopo colloqui con tutte le parti citate, che una linea di mediazione su questo tema, è complessa da trovare e ancor di più da realizzare.
- Infine la proposta di ampliare la fascia dei prodotti vendibili nel ristretto numero di parafarmacie con titolare un farmacista. In questo caso assume un rilievo fondamentale dare a questi esercizi, la possibilità di vendere i prodotti farmaceutici di fascia C con ricetta ripetibile. La proposta di ANPI di “ 5. estendere in questi esercizi, la vendita dei farmaci per i quali è necessaria la ricetta medica ripetibile, di conseguenza si attuerebbe il principio molto caro al sistema delle farmacie che al di fuori della farmacia non è possibile detenere la ricetta medica “, assume un’importanza determinante per consentire alle parafarmacie che dovranno essere riassorbite nelle farmacie, di poter sopravvivere per un tempo lungo almeno dieci anni. Su questo punto si fonda la possibilità concreta di portare a compimento l'applicazione della riforma delineata dal sottosegretario Fazio. Sul fatto di impedire a questi nostri esercizi, di ritirare/detenere ricette mediche, siamo disposti a dare ogni forma di adesione e collaborazione a progetti tesi ad impedire utilizzazioni strumentali delle parafarmacie, da parte di titolari di farmacia senza scrupoli. Specie quando le parafarmacie sono utilizzate come terminale attivo per ritirare ricette del SSN, a danno della farmacia competente, per pianta organica, sul quel territorio.
ANPI ritiene che la proposta formalizzata a Piacenza è, e rimane, la migliore soluzione per dare stabilità e un futuro condiviso, a tutta la categoria dei farmacisti. Pertanto saranno queste le basi di riferimento per la formulazione della proposta che ANPI invierà, come richiesto dal sottosegretario Fazio, al Presidente della FOFI Mandelli.
Su questa proposta abbiamo intenzione di aprire un confronto, con gli amici e colleghi che si riconoscono in altre associazioni di categoria, serio e con tempi serrati, nella convinzione che non c’è tempo da perdere, se si vuole trovare una proposta condivisa. Come si dice in questi casi, chi ha più testa la usi, è con questo auspicio che invitiamo tutti a mettere da parte i motivi che ci hanno diviso, per affrontare con intelligenza la dura realtà che si è aperta davanti a tutti noi.
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