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| BERSANI: UN GOVERNO LIBERALE NON PUO’ AZZERARE LE POCHE LIBERALIZZAZIONI CHE FUNZIONANO
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31/01/2009
@ 10.24
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Roma, 29 gen - ''Questo governo si dice liberale, ma ha iniziato a spianare tutte le liberalizzazioni. Siamo davanti ad una vera e propria retromarcia, ad una sorta di controriforma, destinata ad incidere negativamente sulla vita degli italiani''.
Lo ha affermato Pierluigi Bersani, ministro dell'Economia del governo ombra del Pd, in una conferenza stampa in cui ha denunciato ''punto per punto i tentativi di azzeramento'' delle liberalizzazioni che sono contenute nelle tre leggi (piu' note come 'lenzuolate') che portano il suo nome.
Sette sono i capitoli di tentativo di azzeramento in quella che Bersani ha definito una vera e propria ''controriforma''.
''1) Class action: rinviata per ben due volte l'entrata in vigore originariamente prevista per il 1 luglio 2008. Il Governo ha depositato al Senato un emendamento per modificare la normativa che svuota la potenzialita' di questo strumento di tutela collettiva ed esclude poi l'applicazione per i contenziosi pregressi.
2) Medicinali da banco: la liberalizzazione ha fatto nascere un canale alternativo alle farmacie che oggi conta circa 2750 nuovi punti di vendita (l'80% sono piccoli esercizi c.d. parafarmacie) ed ha assicurato uno sbocco occupazionale a migliaia di laureati in farmacia. Il ddl Gasparri Tomassini n* 863 ripristina di fatto il monopolio delle farmacie tradizionali, prevedendo la riduzione del numero di farmaci da banco vendibili nelle parafarmacie, l'eliminazione dell'obbligo di presenza di un farmacista nei punti di vendita alternativi alle farmacie. Se approvato, il DDL metterebbe a rischio di chiusura le parafarmacie.
3) Portabilita' mutui: le due iniziative del Ministro Tremonti hanno di fatto ottenuto solo l'obiettivo di depotenziare la spinta concorrenziale della norma sulla portabilita' gratuita dei mutui. Infatti, sia l'accordo con ABI sulla rinegoziazione dei tassi, sia la recente norma sul tetto agli interessi solo per i mutui variabili non solo non hanno portato benefici concreti ai consumatori (se non addirittura penalizzato coloro che sono stati spinti a sottoscrivere dalle banche i mutui a tasso fisso) ma hanno fatto sparire la competizione tra le banche nel promuovere offerte migliori per conquistare nuovi clienti.
Infatti nel 2008 hanno ottenuto un risparmio effettivo soltanto i pochi fortunati che sono riusciti a trasferire il mutuo ad un'altra banca e i molti clienti che hanno ottenuto condizioni migliori dalla propria banca (25% dei mutui sono stati rinegoziazioni di mutui preesistenti) grazie al fatto che la legge Bersani aveva reso contendibili i titolari dei mutui''
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