Comunicati Stampa
| Distributori automatici per la vendita di farmaci da banco
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29/11/2008
@ 18.34
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Abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di nostri associati che in alcune province del nord (Trento, Vicenza, Belluno, Pordenone e Treviso) sarebbero stati autorizzati per la vendita dei farmaci da banco dei distributori automatici, che dispenserebbero i medicinali senza la presenza del farmacista. Vogliamo immaginare che queste notizie siano infondate perché palesemente contro legge.
Solo per rinfrescare la memoria a qualche distratto commerciante, magari solleticato da facili guadagni, riportiamo lo stralcio della legge di conversione del decreto Bersani che all’articolo 5, comma 2, che cosi recita: “La vendita di cui al comma 1 e' consentita durante l'orario di apertura dell'esercizio commerciale e deve essere effettuata nell'ambito di un apposito reparto, alla presenza e con l’assistenza personale e diretta al cliente di uno o piu' farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine”
Nei prossimi giorni L’ANPI si attiverà per verificare presso il Ministero della Salute come sia potuto accadere che siano stati assegnati i codici di tracciabilità a siti commerciali con queste caratteristiche, le stesse richieste di delucidazione formuleremo alle autorità sanitarie competenti per territorio. Infine contatteremo gli ordini provinciali dei farmacisti per comprendere quali azioni hanno messo in atto a difesa dei loro iscritti e della professione.
Faremo verifiche, e se necessario documenteremo, che la vendita in questi siti non avvenga contro legge, perché se questo dovesse accadere denunceremo il fatto alle autorità giudiziarie competenti. Un fatto è certo che mettendo in sequenza tutti questi fatti, prima la proposta di legge Gasparri/Tomassini, poi Federfarma/Racca, poi qualche esponente di rilievo degli ordini dei farmacisti, le uscite dell’ADUC/Poretti ed infine i distributori automatici, qualche dubbio sorge spontaneo. Ci sembra, ma vorremmo tanto sbagliare, che ci sia come la volontà di portare in questo settore l’anarchia, per poi gridare il solito ritornello “che si stava meglio quando si stava peggio”. Certo è che su questo terreno, lo diciamo ai politici, alla FOFI e a Federfarma, l’ANPI non ci sta. Su questo faremo sentire la nostra voce, non accetteremo con indifferenza la fine delle nostre piccole imprese e il depauperamento della professione. Ma la FOFI dov’è? sta facendo sonni tranquilli o è connivente con queste operazioni?
Nell’Area riservata del sito daremo evidenza dei siti commerciali inquisiti e la documentazione tecnica dell’azienda che commercializza questi distributori automatici.
Invitiamo tutti i titolari di parafarmacie i farmacisti tutti a vigilare e darci notizia di fatti di questo genere.
Buon lavoro
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