Comunicati Stampa
| Quando il parlamentare deve dare un segnale ai propri elettori
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14/11/2008
@ 14.32
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Roma 14 novembre - La proposta di legge presenta dalla senatrice Poretti ci è sembrata il risultato di una operazione di semplificazione di un problema complesso, fatta da una studentessa impreparata che non conoscendo le più semplici regole di scomposizione in componenti elementari, adotta le sole soluzioni che è in grado di applicare. Risultato: Proposta bocciata. Certamente è molto più facile isolare una parte del problema e su quella focalizzare l’azione politica, pensando che con ciò si sia adempiuto al mandato nei confronti dei propri elettori. Fortunatamente la segretaria del suo partito (Radicali Italiani) Antonella Casu e Sergio D’Elia hanno avuto la sensibilità politica di prendere le distanze dal suo progetto di legge, con un comunicato che ANPI sottoscrive. In merito alla proposta di legge e alle dichiarazioni rilasciate dalla senatrice crediamo sia opportuno ricordare che sulla questione dei farmaci da banco negli ultimi due anni si sono spesi fiumi di parole, proposte di legge e convegni a cui evidentemente Poretti ha prestato poca attenzione, non ultimo il fatto che parlamentari del suo partito hanno presentato una proposta di legge che va esattamente nella direzione opposta. Una proposta di legge sostenuta e voluta da tutte le associazioni dei consumatori con la sola eccezione dell’ADUC, non a caso il primo firmatario al senato è stato Lannutti. Infatti con l’ANPI le sigle dei consumatori hanno stabilito da subito un rapporto trasparente di collaborazione, sempre nell’interesse esclusivo dei cittadini/consumatori. È appena il caso di ricordarle che i consumatori si difendono davvero potenziando il fuori canale dalle farmacie per tutti i farmaci di fascia C e con la responsabile presenza del farmacista, che sappia assistere e consigliare il paziente. Il fatto è che sicuramente Poretti non sa che già oggi sono state aperte parafarmacie sugli autogrill, negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie, segno che l’interesse per i luoghi ad elevata presenza di cittadini, da parte dei giovani farmacisti, si è già manifestato. Per diffondere gli esercizi farmaceutici commerciali, come vorremmo, bisogna soltanto renderli remunerativi allargando la base dei prodotti dispensabili. Una precisazione sui numeri, visto che la senatrice non si è informata, gli esercizi farmaceutici commerciali al 1° ottobre sono 2.600 e di questi solo 215 (non 2008) sono corner di supermercati, gli altri sono tutte parafarmacie. In merito alla obbligatorietà della presenza del farmacista, ricordo che nelle passate indagini, condotte dai giornali, sulla presenza del farmacista nelle parafarmacie e nei corner, la risposta della popolazione ha dato sempre un gradimento superiore all’80%. Ancora recentemente (Luglio scorso) in una indagine condotta da EURISKO su incarico di ANIFA, è risultato che soltanto l’11% degli intervistati ritiene che non abbia bisogno di informazioni sul farmaco da banco prima dell’acquisto.
Sempre su quest’ultimo argomento, informiamo che anche la GDO recentemente, attraverso i responsabili nazionali, ha affermato che la loro proposta non è quella di togliere la presenza del farmacista, molto apprezzata dai loro clienti, quanto quella di ampliare la gamma di prodotti vendibili. Noi riteniamo che la proposta utile per i consumatori, in termini di reperibilità, professionalità e prezzi, sia quella di promuovere l’ingresso nel settore della distribuzione del farmaco delle cosiddette farmacie non convenzionate. Con la franchezza che ci distingue dobbiamo dire che un fatto non ci convince, la sequenza temporale delle prese di posizione della senatrice sui farmaci da banco. Infatti la precedente uscita della Poretti è avvenuta lo scorso settembre all’indomani delle esternazioni di Federfarma sul DDL Gasparri/Tomassini ed oggi fanno seguito alle recenti uscite della Dott.ssa Racca. Ma la cosa che più fa pensare è che anche le argomentazioni sono le stesse, infatti nel comunicato di settembre come Federfarma anche Poretti si dichiarava d’accordo sia sulle confezioni starter dei farmaci che sulla eliminazione del farmacista per la dispensazione dei farmaci da banco, mentre oggi come la presidente Racca anche Poretti punta sulla sola eliminazione del farmacista dagli esercizi commerciali. La senatrice sembra non comprendere che con questa semplice operazione di togliere la obbligatorietà del farmacista, si eliminano le parafarmacie, specie quelle la cui titolarità è di un farmacista. Le sole strutture commerciali in grado di assicurare una vera concorrenza alle farmacie sul piano commerciale e molto più importante per il consumatore sul quello professionale.
Nel link sono riportati: il testo del progetto di legge e il relativo comunicato della senatrice Poretti e il testo del comunicato della segretaria di radicali italiani Casu e D’Elia.
ComunicatiPorettieCasu.pdf
ComunicatiPorettieCasu.pdf
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